Hai mai provato il tiramisù con il pandoro? La ricetta è facilissima

C’è un momento, di solito il 3 gennaio, in cui apri la credenza e ti guarda lui: il pandoro avanzato. È ancora buono, profuma di burro e vaniglia, ma l’idea di mangiarlo “a fette e basta” ti annoia. Ecco perché il tiramisù con il pandoro è una di quelle scoperte che sembrano un trucco, ma in realtà è solo una ricetta facilissima che ti salva dessert, ospiti e umore.

Perché funziona così bene (e non è solo un riciclo)

Il pandoro ha una magia tutta sua: è soffice, leggermente elastico e assorbe i liquidi senza sbriciolarsi subito, se lo bagni con giudizio. In pratica fa il lavoro dei savoiardi, ma con un risultato più “morbido e coccoloso”.

In più, la crema al mascarpone senza uova è velocissima, niente cotture, niente termometri, e in frigo diventa compatta al punto giusto. È un dessert che sembra elaborato, ma si monta in pochi minuti.

Ingredienti

Quantità indicative per una pirofila media (circa 6 porzioni abbondanti):

  • Pandoro: 300–400 g, tagliato a fette
  • Mascarpone: 250–400 g
  • Panna da montare zuccherata (anche vegetale): 250–400 ml, ben fredda
  • Caffè espresso: q.b., zuccherato a piacere e completamente freddo
  • Cacao amaro: q.b., meglio se setacciato
  • Facoltativi:
  • Cioccolato fondente a scaglie: 30–60 g
  • 1 cucchiaio di rum o marsala nella bagna (solo se ti va)

Metodo

  1. Prepara il caffè: fai 3 o 4 espressi, zucchera come piace a te e lascialo raffreddare bene. Se è caldo, rovina la consistenza del dolce.
  2. Monta la crema senza uova: in una ciotola capiente unisci mascarpone e panna fredda. Monta con le fruste fino a ottenere una crema soda, liscia e stabile. Mettila in frigo mentre prepari la base.
  3. Taglia il pandoro: fette da 1 a 1,5 cm sono perfette. Se ci sono parti più asciutte (tipo la punta), usale negli strati centrali.
  4. Primo strato: sistema le fette sul fondo della pirofila, ben vicine, come un puzzle.
  5. Bagna leggermente: usa un cucchiaio o un pennello e distribuisci il caffè poco alla volta. Il segreto è qui: il pandoro deve profumare di caffè, non diventare una spugna.
  6. Crema generosa: spalma uno strato abbondante di crema e livella con una spatola.
  7. Extra goloso (facoltativo): aggiungi scaglie di fondente sulla crema.
  8. Ripeti: altro strato di pandoro, bagna, crema, eventuale cioccolato.
  9. Finale: termina con crema e una spolverata di cacao amaro setacciato, così sembra un piccolo capolavoro.

Riposo: la parte più difficile

Metti in frigorifero per almeno 2–3 ore, meglio ancora 4. In quel tempo succede la cosa bella: il pandoro si compatta, assorbe i profumi e ogni cucchiaiata diventa più armoniosa, senza zone secche o troppo bagnate.

Tre trucchi che cambiano tutto

  • Bagna controllata: il pandoro è più delicato dei savoiardi, quindi vai piano e assaggia con lo sguardo, se vedi che lucida troppo, fermati.
  • Crema freddissima: panna e mascarpone devono partire freddi, così montano in modo stabile e non “smollano”.
  • Cacao all’ultimo: se lo metti troppo in anticipo, può assorbire umidità e diventare scuro e compatto. Se puoi, spolvera poco prima di servire.

Varianti facilissime, senza perdere la semplicità

Se vuoi cambiare senza complicarti la vita:

  • Con liquore: aggiungi al caffè un goccio di rum o marsala, giusto per profumare.
  • Più “tiramisu” classico: alterna cacao e scaglie di fondente tra gli strati.
  • Effetto monoporzione: fai bicchierini, vengono ordinati e scenografici, perfetti se hai ospiti.

Alla fine è questo il bello: prendi un dolce delle feste e lo trasformi in qualcosa di nuovo, cremoso e irresistibile, con lo spirito del tiramisù ma la morbidezza speciale del pandoro. E quando qualcuno chiede “ma l’hai fatto davvero tu?”, ti viene quasi da ridere, perché sai quanto è stato semplice.

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