C’è una bevanda che sembra uscita da un vecchio quaderno di rimedi di famiglia, eppure continua a tornare di moda ogni inverno: il tè all’aglio. Sì, lo so, suona strano. Anch’io la prima volta ho pensato “ma chi riuscirà mai a berlo?”. Poi, tra gola che pizzica e naso chiuso, ho capito perché tanti lo tengono come asso nella manica.
Perché proprio l’aglio in tazza?
Il punto non è la magia, ma la costanza. L’aglio contiene composti solforati, tra cui la famosa allicina, che si sviluppa quando lo spicchio viene schiacciato o tagliato. In una tisana non si “cura” tutto, però si sfruttano alcune proprietà dell’aglio che, nella tradizione, lo rendono un buon coadiuvante nei periodi di malanni stagionali.
In pratica, la tazza calda diventa un piccolo rituale: idrata, scalda, libera il naso e porta con sé una dose delicata di principi attivi.
Benefici più citati (senza promesse miracolose)
Quando se ne parla, i benefici attribuiti al tè o tisana all’aglio sono gli stessi del consumo regolare di aglio nella dieta, con un focus su gola e respirazione:
- Azione antibatterica e antivirale naturale (soprattutto legata ai composti solforati).
- Supporto alle difese immunitarie, utile come sostegno in caso di raffreddore, tosse e fastidi alla gola.
- Effetto espettorante e di aiuto alla fluidificazione del muco, quindi una sensazione di vie respiratorie più “aperte”.
- Sostegno alla circolazione e al benessere cardiovascolare se l’aglio è inserito con regolarità nell’alimentazione.
- Leggera azione antiaggregante (sangue più “fluido”), da considerare con attenzione se si assumono farmaci.
Se l’obiettivo è il cuore o la pressione, vale una regola semplice: conta più l’abitudine alimentare che la singola tisana “di emergenza”.
Ricetta classica: aglio, limone e (se vuoi) miele
Qui sta il trucco per renderla bevibile: il limone “pulisce” l’aroma, il miele arrotonda e rende la tazza più gentile sulla gola.
Ingredienti (per 1 tazza)
- 200 ml di acqua
- 1 spicchio di aglio fresco
- 1 o 2 fettine di limone (oppure un pezzetto di scorza ben lavata)
- 1 cucchiaino di miele (facoltativo)
Metodo
- Schiaccia leggermente lo spicchio d’aglio con la lama del coltello. Lascialo riposare 10 minuti (è un passaggio semplice, ma utile).
- Porta l’acqua quasi a bollore, poi abbassa la fiamma. Se preferisci una versione più delicata, spegni e usa acqua molto calda (circa 70–80 °C).
- Aggiungi l’aglio e lascia in infusione 10 minuti (coperto), oppure fai sobbollire 7–10 minuti se vuoi un gusto più intenso.
- Filtra, aggiungi limone e, solo quando la tazza è tiepida, il miele.
- Bevi lentamente, meglio tiepida, soprattutto se la gola è irritata.
Varianti rapide da provare
- Versione “solo aglio”: infusione di uno spicchio schiacciato, poi filtri e fine. È la più diretta, anche la più tosta.
- Versione respiratoria: aggiungi una foglia di salvia o alloro (se li tolleri), per un profilo più balsamico.
- Versione serale: meno limone e più miele, per una tazza morbida prima di dormire.
Quando berlo e per quanto tempo
Per un uso “da stagione fredda”:
- 1 tazza al giorno o a giorni alterni, per periodi brevi.
In fase di raffreddore o gola infiammata:
- 1 o 2 tazze al giorno per pochi giorni, ascoltando la risposta dello stomaco.
L’idea è accompagnare, non sostituire cure o indicazioni mediche.
Precauzioni importanti (questa parte conta davvero)
Anche se è “naturale”, non è neutro. Fai attenzione se:
- assumi anticoagulanti o antiaggreganti, oppure hai interventi programmati (l’aglio può aumentare il rischio di sanguinamento),
- soffri di reflusso, gastrite o intestino sensibile (può irritare),
- sei in gravidanza o allattamento e vuoi usarlo in quantità “terapeutiche” (meglio un parere medico),
- hai allergie ai bulbi della famiglia Allium (aglio, cipolla, porro).
Se c’è una regola d’oro è questa: il tè all’aglio è un supporto intelligente quando serve, non un lasciapassare per ignorare sintomi importanti o terapie. In cambio, però, ti regala quel tipo di calore che, a volte, è già metà del sollievo.




