Non commettere anche tu questo errore, la scorza del parmigiano non va gettata. Devi usarla così

Succede in un attimo, finisci di grattugiare e la mano va verso il cestino. Eppure è proprio lì che si nasconde uno dei piccoli “segreti” più furbi della cucina di casa: la scorza del Parmigiano Reggiano non è un rifiuto, è un ingrediente vero, profumato, intenso, capace di dare carattere a un piatto con un gesto semplicissimo.

La cosa che sorprende di più, quando inizi a usarla, è quanto sia “viva” in cottura: si ammorbidisce, rilascia sapore, e a volte diventa persino uno snack. E sì, è commestibile al 100%, a patto di trattarla nel modo giusto.

Perché non va buttata (e cosa ci guadagni)

La crosta è la parte esterna della forma, stagionata a lungo, spesso passata in salamoia. Tradotto in cucina: gusto concentrato, un tocco sapido e quel famoso sapore pieno che oggi chiamiamo umami. È il motivo per cui, quando la metti in una pentola, improvvisamente “sembra” che tu abbia cotto ore, anche se non è vero.

In più, è un gesto perfetto in ottica anti-spreco: un ingrediente che già hai pagato e che può sostituire parte del sale e, in certi piatti, persino una parte del formaggio finale.

Preparazione preliminare (la parte importante)

Qui non serve essere pignoli, serve essere pratici. Bastano pochi minuti.

  1. Lavala bene sotto acqua corrente.
  2. Grattala con un coltello (o una paglietta d’acciaio dedicata alla cucina) per togliere impurità.
  3. Rimuovi lo strato esterno con il timbro o eventuali parti più dure e scure, l’obiettivo è arrivare alla parte pulita.
  4. Ammollo: mettila in acqua fredda o tiepida da 1 a 2 ore, se vuoi una scorza più morbida, anche fino a 12 ore in frigo.
  5. Scola e, se serve, asciuga con carta da cucina.

Questo passaggio cambia tutto: una scorza “secca” fa il suo lavoro, ma una scorza ammorbidita diventa anche piacevole da mangiare.

Come usarla nei piatti di tutti i giorni

Qui entra in gioco la magia, perché la scorza lavora da sola mentre tu fai altro.

Brodi, zuppe e minestroni

È l’uso più tradizionale, soprattutto nelle cucine emiliane.

  • Aggiungi la scorza intera o a pezzetti negli ultimi 20 o 30 minuti di cottura.
  • Assaggia prima di salare, spesso ne serve meno.
  • A fine cottura puoi rimuoverla oppure servirla a parte, morbida e filante, per chi la vuole.

Sugo di pomodoro

Nel sugo succede una cosa bellissima: il pomodoro diventa più rotondo, meno “spigoloso”.

  • Metti un pezzo di scorza mentre il sugo sobbolle.
  • Lasciala cuocere 20 minuti o più.
  • Toglila prima di servire, oppure tagliala e rimettila nel sugo se è diventata tenera.

Risotti e pasta mantecata

Per un risotto o una pasta cremosa, la scorza è un rinforzo di gusto e consistenza.

  • Cuocila nel brodo o direttamente nella pentola verso fine cottura.
  • Se diventa morbida, puoi tagliarla a dadini e lasciarla nel piatto.

Fonduta “furba”

Se hai latte o panna e un po’ di pazienza, la scorza si scioglie a fuoco basso e diventa una fonduta rustica, perfetta su crostini o verdure.

Snack: quando la scorza diventa irresistibile

Se la prima volta ti sembra strano, ti capisco. Poi la fai una volta e inizi a conservarle “apposta”.

  • Abbrustolita o grigliata: taglia a strisce, metti in padella antiaderente o su griglia, aspetta che faccia bolle e diventi filante.
  • Microonde: pochi secondi, controllando spesso, finché si gonfia e diventa croccante.
  • Fritta: striscioline in olio caldo, si gonfiano in un attimo, scolale e mangiale subito.

Non tutte le croste sono uguali (questa è la regola d’oro)

Scegli croste di Parmigiano Reggiano stagionato da un pezzo intero, conservate bene. Evita quelle da “grattugia industriale” o di origine incerta, perché possono avere trattamenti diversi e una resa meno pulita in cottura.

Alla fine, il punto è semplice: quella scorza che stavi per buttare è un jolly. Una volta che inizi a tenerla da parte, il cestino ti sembrerà il posto meno sensato in cui farla finire.

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