Non contiene il lattosio ed è ideale anche per chi ha problemi di glicemia. In più ha poche calorie!

Quando senti dire “non contiene il lattosio, ideale anche per chi ha problemi di glicemia, e in più ha poche calorie”, è facile pensare di aver trovato il latte perfetto. Anch’io, la prima volta, ho avuto quel momento di sollievo: sembra la soluzione per chi vuole digerire meglio, tenere sotto controllo la glicemia e non appesantirsi. Poi però ho iniziato a guardare come viene fatto davvero il latte senza lattosio, e la storia cambia, almeno un po’.

Che cos’è davvero il latte senza lattosio (e perché è più dolce)

Il latte senza lattosio non è “privo di zuccheri”. Semplicemente, il lattosio viene già “spezzato” prima che tu lo beva.

In pratica, al latte vaccino si aggiunge l’enzima lattasi, che scinde il lattosio in due zuccheri più semplici:

  • glucosio
  • galattosio

Risultato: lo stesso latte, con la stessa quantità totale di zuccheri, ma più facile da digerire per chi è intollerante. E spesso anche più dolce al palato, proprio perché gli zuccheri semplici si percepiscono di più.

Calorie: qui la promessa è quasi vera, ma non come sembra

La frase “ha poche calorie” è un po’ furba, perché dipende dal tipo di latte. Il punto importante è che, a parità di versione (intero, parzialmente scremato, scremato), le calorie sono molto simili al latte normale.

Ecco una guida pratica (valori medi per 100 ml):

Tipo di latteCalorie circa
Intero~65 kcal
Parzialmente scremato~45 kcal
Scremato~36-47 kcal

Quindi sì, può essere “leggero” se scegli la versione scremata o parzialmente scremata, ma non è il “trucco” del senza lattosio a renderlo ipocalorico. È la percentuale di grassi.

Glicemia: il punto che cambia tutto

Qui arriviamo alla parte che di solito sorprende. Il latte “classico” tende ad avere un indice glicemico basso, spesso stimato intorno a 30-40. Uno dei motivi è che nel latte ci sono proteine e grassi che rallentano l’assorbimento, e il lattosio, essendo uno zucchero più complesso, impiega un po’ più tempo.

Nel latte delattosato, invece, il lavoro è già stato fatto: il lattosio è stato trasformato in zuccheri semplici. Questo può portare a:

  • un assorbimento più rapido degli zuccheri
  • un picco glicemico più veloce, soprattutto se lo bevi a stomaco vuoto
  • un effetto più evidente nelle versioni scremate, dove mancano parte dei grassi che “frenano” la risposta

Per chi ha diabete, prediabete o una gestione glicemica delicata, l’idea che sia “ideale per la glicemia” è quindi fuorviante. Non è automaticamente “vietato” in assoluto per tutti, ma è spesso meno adatto rispetto al latte tradizionale, proprio per la velocità con cui gli zuccheri arrivano in circolo.

Se sei intollerante e hai anche problemi di glicemia: cosa scegliere

Quando le esigenze si sommano, conviene ragionare per priorità e contesto. In generale, l’obiettivo è mantenere basso l’impatto glicemico senza rinunciare alla digeribilità.

Opzioni spesso più gestibili:

  • bevande vegetali non zuccherate (controlla sempre che non ci siano zuccheri aggiunti)
  • alternative con pochi carboidrati per porzione, soprattutto se le consumi spesso
  • yogurt e prodotti senza lattosio valutati caso per caso, perché la consistenza e le proteine possono cambiare la risposta

E soprattutto, conta molto il “come” lo inserisci nel pasto:

  • meglio con una colazione completa (proteine, grassi buoni, fibre)
  • peggio come bicchiere da solo, al volo, quando sei a digiuno

La conclusione che chiarisce il mistero

La frase iniziale è parzialmente corretta: il latte senza lattosio è davvero utile per l’intolleranza, e le calorie dipendono soprattutto dal tipo (intero o scremato), non dal fatto che sia delattosato. Ma non è vero che sia “ideale per la glicemia”. Proprio perché contiene zuccheri già scissi, può alzare la glicemia più in fretta.

Se l’obiettivo è stare bene e sentirsi al sicuro, la chiave è semplice: senza lattosio non significa più leggero per il metabolismo, significa solo più digeribile per chi non tollera quel tipo specifico di zucchero.

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