C’è un momento, in cucina, in cui scopri un ingrediente e ti chiedi come hai fatto a vivere senza. Con il cremor tartaro succede spesso così: lo compri “per provare”, lo usi una volta, poi ti ritrovi a cercare quella stessa sofficità in ogni torta, quella stabilità negli albumi, quella sensazione di impasto leggero che non appesantisce.
Cos’è davvero il cremor tartaro (in parole semplici)
Il cremor tartaro, chiamato anche cremore di tartaro, è il bitartrato di potassio, un sale di potassio dell’acido tartarico. Nasce in modo naturale come residuo della lavorazione del vino e si può ottenere anche da uva o tamarindo.
La cosa sorprendente è che è inodore e insapore: lavora dietro le quinte, senza cambiare il gusto delle preparazioni. È uno di quegli aiutanti discreti che, però, fanno la differenza.
Perché molti lo preferiscono al lievito chimico
Qui va chiarito un punto: da solo non è “il lievito”. È un adiuvante della lievitazione. Il trucco è l’abbinamento con il bicarbonato: insieme reagiscono e liberano anidride carbonica, quelle micro bolle che gonfiano l’impasto e lo rendono soffice e ben alveolato.
In più, piace a chi vuole una dispensa essenziale e pulita perché di solito è:
- senza glutine
- privo di fosfati e aromi artificiali
- adatto a vegetariani e vegani
- interessante per chi è intollerante ai lieviti tradizionali, perché non è lievito di birra e non richiede fermentazioni
E poi c’è un dettaglio pratico che conquista: è istantaneo. Niente ore di attesa, si comporta come un classico lievito per dolci, ma con una sensazione spesso più “pulita” al palato.
Dove dà il meglio: dolci, montati e consistenze
Se inizi a usarlo, lo farai soprattutto in tre direzioni.
1) Lievitante naturale per dolci da credenza
Perfetto per:
- torte soffici
- plumcake e ciambelle
- biscotti e muffin
- impasti in cui vuoi leggerezza senza retrogusti
Il risultato tipico è una morbidezza estrema, come se l’impasto rimanesse umido e arioso più a lungo.
2) Stabilizzante per albumi, panna e versioni vegane
Hai presente quella paura che gli albumi a neve collassino appena giri lo sguardo? Il cremor tartaro aiuta a renderli più stabili, con una schiuma più fine e resistente.
Funziona bene anche per:
- meringhe più regolari e meno capricciose in forno
- panna montata, quando vuoi una tenuta maggiore
- aquafaba, se prepari dolci vegani e vuoi una montata più affidabile
3) Addensante e antiagglomerante
Qui è quasi un “aggiustatore” di consistenze: aiuta a evitare grumi e può dare più corpo a:
- creme e budini
- salse e sughi
- conserve (in piccole quantità e con ricetta collaudata)
Dosaggi pratici (quelli che ti salvano la giornata)
Le quantità possono cambiare in base alla ricetta, ma queste sono ottime basi da cui partire:
| Uso | Dose indicativa | Nota pratica |
|---|---|---|
| Lievitazione con bicarbonato | circa 1 cucchiaino ogni 250 g di farina | aggiungi bicarbonato secondo ricetta |
| Albumi a neve, meringhe | circa 0,5 g ogni 100 g di albumi | mettilo all’inizio della montata |
| Panna montata | una puntina per 200 ml | non esagerare, serve poco |
Se vuoi un riferimento solido per l’abbinamento, il compagno più comune è il bicarbonato di sodio, perché la reazione tra acido e base è proprio ciò che “gonfia” l’impasto.
Extra fuori dalla cucina (con buon senso)
In casa viene spesso citato anche come alleato per pulizie mirate, ad esempio con aceto bianco per macchie, aloni, piccoli segni di ruggine o superfici del bagno. Usalo sempre facendo una prova su un angolo nascosto, soprattutto su materiali delicati.
Quanto all’uso come antiacido, alcune persone lo menzionano sciolto in acqua in dosi minime, ma qui la regola è semplice: se hai dubbi o condizioni particolari, meglio chiedere un parere medico e non improvvisare.
Il motivo per cui “non ne potrai fare a meno”
Perché è versatile, neutro, rapido e ti fa ottenere risultati più stabili senza complicarti la vita. Una volta che vedi una torta crescere bene, una meringa reggere la cottura e una montata restare ferma, il cremor tartaro smette di essere una curiosità e diventa un’abitudine. E in cucina, le abitudini migliori sono quelle che migliorano tutto senza farsi notare.




