Li usiamo solo per insaporire, ma in realtà sono un super alimento. Avete capito di cosa si tratta?

Apri il cassetto della cucina per insaporire un sugo e, senza pensarci, fai un gesto minuscolo: un pizzico qui, una spolverata lì. Eppure proprio quei granelli, che usiamo “solo per insaporire”, spesso nascondono una storia molto più grande. Sì, il super alimento in questione sono quasi certamente le spezie (e con loro le erbe aromatiche), piccoli concentrati di sostanze che il corpo riconosce e, in molti casi, apprezza.

Perché le spezie non sono solo profumo e gusto

Le spezie sono parti di piante essiccate, semi, radici, cortecce, frutti. Quando le usiamo, non aggiungiamo solo sapore: aggiungiamo molecole bioattive. È qui che nasce l’idea di “superfood”.

Molte spezie contengono:

  • composti antiossidanti, utili a contrastare lo stress ossidativo
  • sostanze antinfiammatorie, che possono contribuire a modulare processi infiammatori cronici
  • oli essenziali e fitocomposti che interagiscono con digestione, metabolismo e microbiota

Non è magia, è botanica applicata al piatto.

Il vantaggio più sottovalutato: sapore senza calorie

C’è un dettaglio che mi ha sempre colpito: le spezie danno “effetto wow” con un apporto calorico praticamente trascurabile. E questo ha una conseguenza concreta, molto quotidiana.

Quando il cibo è più aromatico, diventa più facile:

  • ridurre il sale, senza sentirlo come una punizione
  • limitare zucchero in bevande e dessert, grazie a note dolci naturali (cannella, vaniglia, anice)
  • usare meno grassi per rendere un piatto “ricco”, perché ci pensa il profumo a fare scena

In pratica, non alleggeriscono solo il piatto, alleggeriscono anche le abitudini.

Digestione: quel “senso di leggerezza” dopo i pasti

Hai presente quando un pasto ti sembra fermo, come se avesse messo il freno a mano? Diverse spezie sono tradizionalmente usate per favorire la digestione. Non è solo tradizione: alcuni composti stimolano secrezioni digestive e motilità, contribuendo a un transito più fluido dopo aver mangiato.

Tra le più “amiche” della digestione, spesso si citano:

  • zenzero (sensazione di calore, supporto alla nausea)
  • finocchio e anice (note carminative)
  • cumino e coriandolo (utili nei piatti leguminosi)
  • menta e rosmarino (quando serve un finale più fresco)

Antiossidanti e infiammazione: il lato “super”

Quando senti dire che una spezia è un super alimento, di solito il cuore del discorso è qui: antiossidanti e antinfiammatori. Alcune spezie hanno fitocomposti molto studiati, che possono contribuire, nel contesto di una dieta equilibrata, al benessere cardiovascolare, al metabolismo energetico e alla risposta immunitaria.

Ecco una mini mappa, giusto per orientarsi:

SpeziaComponente notoPossibile “zona d’azione”
Curcumacurcuminoidiinfiammazione, stress ossidativo
Zenzerogingerolidigestione, comfort gastrico
Peperoncinocapsaicinatermogenesi, percezione del dolore
Pepe neropiperinabiodisponibilità di alcuni nutrienti
Cannellapolifenolimetabolismo di glucidi e lipidi (in quadro generale)

Non è una lista di promesse, è un promemoria: le spezie non curano da sole, ma possono sostenere.

Come usarle ogni giorno senza esagerare

La parte più interessante, secondo me, è che non serve “fare integrazione”. Basta cucinare con un po’ più di intenzione.

Prova così:

  1. Tostatura rapida in padella (semi di cumino o coriandolo), poi via nel piatto.
  2. Mix aromatici fatti in casa (paprika, aglio, origano), utili per ridurre il sale.
  3. Infusione in olio o yogurt, per distribuire l’aroma senza aggiungere grassi extra.
  4. Rotazione: cambiare spesso spezie evita monotonia e aumenta varietà di fitocomposti.

Piccole cautele che fanno la differenza

Anche se sono naturali, le spezie sono concentrate. In alcune situazioni, meglio usare buon senso:

  • se assumi farmaci, alcune spezie in grandi quantità possono interferire (soprattutto sotto forma di estratti)
  • in gravidanza o con gastrite sensibile, piccante e spezie “forti” vanno dosati con attenzione
  • la qualità conta: spezie ben conservate, lontane da calore e luce, mantengono meglio i loro composti

Alla fine la risposta è semplice e, in un certo senso, rassicurante: non serve rincorrere cibi esotici o mode strane. Il “super alimento” era già lì, in quel barattolino che apri distrattamente. E forse, da oggi, quel pizzico avrà un sapore ancora più interessante.

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