Capperi di tarassaco, non ne hai mai sentito parlare? Prepararli così, sono sani e gustosi

Capperi di tarassaco, lo ammetto, la prima volta che li ho sentiti nominare ho pensato fosse una di quelle “invenzioni da foraging” un po’ estreme. Poi li ho provati, e ho capito perché chi li scopre non torna più indietro: sono boccioli di tarassaco chiusi, conservati come i capperi, con un sapore sorprendentemente familiare, ma con un’anima selvatica e fresca.

Cosa sono davvero i capperi di tarassaco

Non c’è magia, solo una buona idea: si raccolgono i boccioli ancora chiusi del tarassaco (quello che molti chiamano dente di leone) e si mettono sotto sale o sott’aceto. Il risultato è un condimento sapido, aromatico e “puntuto”, perfetto per dare carattere a piatti semplici.

Il tarassaco, tarassaco in senso botanico, è una pianta commestibile che cresce ovunque e spesso viene trattata come infestante. Eppure è una piccola miniera di sostanze interessanti, e in cucina sa essere generosa.

Perché piacciono: gusto, economia e un plus “benessere”

La cosa bella è che questi “capperi” sono economici perché nascono letteralmente sotto i nostri piedi. Ma non è solo una questione di risparmio.

Ecco perché vale la pena provarli:

  • Sapore simile ai capperi tradizionali, con una nota leggermente erbacea.
  • Piacevole effetto “pulito” al palato, soprattutto su piatti grassi o ricchi.
  • Il tarassaco è noto nella tradizione erboristica per proprietà digestive e depurative, quindi l’idea di trasformarlo in un condimento quotidiano è quasi naturale.
  • Ti abitui a guardare le erbe spontanee con occhi diversi, e questa è una piccola rivoluzione domestica.

Ricetta base: capperi di tarassaco sotto sale (la più comune)

Questa è la versione che dà più soddisfazione perché è semplice, stabile e molto simile ai capperi classici.

Ingredienti

  • 250 g di boccioli di tarassaco ben chiusi
  • 250 g di sale grosso marino integrale
  • Vasetti sterilizzati e perfettamente asciutti

Metodo

  1. Raccogli i boccioli chiusi (meglio in primavera). Devono essere compatti, senza petali gialli visibili.
  2. Elimina le foglioline alla base e sciacqua velocemente e con delicatezza. Poi asciuga bene (l’umidità è la nemica).
  3. Nei vasetti sterilizzati, alterna uno strato di sale e uno strato di boccioli, pressando leggermente.
  4. Termina con uno strato generoso di sale, chiudi e conserva in luogo fresco, asciutto e al buio.
  5. Aspetta 2 o 3 settimane prima di usarli.

Tempo reale: circa 10 minuti, più l’attesa. Durano mesi, se ben conservati e sempre coperti di sale.

Come si usano (senza rovinare il piatto)

Qui c’è un dettaglio che fa la differenza: prima di aggiungerli alle ricette, dissalali.

Idee pratiche:

  • sciacquali sotto acqua corrente e assaggiali,
  • oppure lasciali 10 minuti in acqua, poi asciugali.

Poi via libera a:

  • insalate semplici (pomodoro, cetriolo, legumi),
  • pasta aglio, olio e capperi,
  • pizza e focacce,
  • salse veloci con yogurt o ricotta,
  • antipasti con verdure grigliate.

Varianti veloci: sott’aceto e sott’olio

Se vuoi un risultato più “pronto” e meno salato, queste due strade sono perfette.

  • Sott’aceto: gusto brillante e da antipasto. Di solito si fa con una breve bollitura della soluzione e invasamento, poi si lascia riposare.
  • Sott’olio: comodissimo per condire al volo, ideale su riso e insalate. (Qui la regola d’oro è sempre la stessa, ingredienti ben asciutti e vasetti puliti.)

Consigli di raccolta (per farli buoni davvero)

Per un risultato sicuro e saporito:

  • raccogli lontano da strade trafficate e campi trattati,
  • scegli boccioli piccoli e serrati,
  • usa con moderazione, il sapore è intenso e “firma” il piatto.

La promessa è semplice: una volta che li hai in dispensa, inizi a cercare scuse per usarli. E ogni volta sembrerà di aver aggiunto un piccolo segreto, di quelli che trasformano una ricetta normale in qualcosa che si ricorda.

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