Ti è mai capitato di finire una pizza e sentirti “pieno” come dopo un pranzo di Natale? A me sì, e per anni ho pensato che il colpevole fosse solo la farcitura. Poi ho scoperto il dettaglio che cambia tutto: poco lievito, tanta pazienza, e un impasto più idratato del solito. Il risultato è una base per pizza leggera, soffice, profumata, con quelle bolle belle grandi che sembrano dire “fidati, qui si digerisce meglio”.
Il trucco vero: meno lievito, più tempo (e più acqua)
La leggerezza non nasce dalla magia, ma da tre leve semplici:
- Dose ridotta di lievito di birra (circa 3-10 g per 1 kg di farina, spesso basta stare verso il minimo)
- Alta idratazione (60-70% di acqua sul peso della farina)
- Lievitazione lunga (da 6 ore fino a una notte intera, anche in frigo)
In pratica, lasci lavorare il tempo al posto delle tue braccia. E l’impasto, lentamente, sviluppa struttura e aroma senza diventare aggressivo.
Ingredienti (per 4 pizze, circa 1 kg di farina)
- 1 kg di farina 0 o 00 (puoi fare un mix con un po’ di semola o integrale)
- 600-650 ml di acqua tiepida
- 3-10 g di lievito di birra (fresco o secco, meglio stare bassi se puoi aspettare)
- 15-20 g di sale
- 1-2 cucchiai di olio extravergine d’oliva (facoltativo)
- 1 pizzico di zucchero o miele (facoltativo)
Nota furba: se vuoi una pizza davvero “leggera”, evita di compensare con troppo olio nell’impasto. Un filo basta.
Procedimento passo-passo (senza impastare come un fornaio)
1) Attiva il lievito senza stressarlo
Sciogli il lievito in metà dell’acqua tiepida, aggiungi un pizzico di zucchero o miele e aspetta 10 minuti. Non deve esplodere di schiuma, basta che si “svegli”.
2) Mescola, non impastare subito
In una ciotola capiente versa la farina, poi l’acqua con lievito. Mescola con cucchiaio o forchetta finché ottieni un composto appiccicoso. Qui il segreto è non cercare la perfezione: deve essere grezzo.
3) Sale lontano dal lievito
Sciogli il sale nella restante acqua e aggiungilo poco alla volta, insieme all’olio se lo usi. Ora impasta 8-10 minuti sul piano, giusto finché diventa più liscio e morbido. Se è umido, è normale: è proprio questa la strada verso l’alveolatura.
4) Prima lievitazione lunga
Metti l’impasto in ciotola, copri con pellicola o panno umido e fai lievitare:
- 3-4 ore in luogo tiepido (forno spento con lucina, o intorno ai 26-30°C)
- oppure tutta la notte in frigo per un impasto ancora più gentile
Se vuoi fare un salto di qualità, fai 2-3 giri di pieghe durante la prima ora: l’impasto diventa più “tenace” senza diventare duro. È un piccolo assaggio di lievitazione fatta bene.
5) Palline e seconda lievitazione
Sgonfia con delicatezza, forma palline da 200-250 g, copri e lascia riposare 1-2 ore. Poi stendi con i polpastrelli, senza schiacciare tutto l’aria, e metti in teglia oleata o su carta forno.
Cottura: il caldo è il tuo alleato
Per una base leggera servono temperature alte:
- Forno al massimo (idealmente 250-300°C)
- Se puoi, scalda la teglia o una pietra refrattaria
- Cuoci 10-15 minuti, in base allo spessore e al forno
Un trucco pratico: con impasti molto idratati, meglio stendere poco e cuocere subito, altrimenti si rilassa e si attacca.
Errori comuni che appesantiscono la pizza
- Aggiungere troppo lievito “per fare prima”
- Usare poca acqua e poi infarinare tanto, rendendo la base più secca
- Schiacciare tutto l’impasto in stesura, perdendo leggerezza
- Caricare la pizza di condimenti grassi prima della cottura
Se rispetti il triangolo poco lievito, più acqua, più tempo, la base viene soffice, digeribile e con un morso che non stanca. E la cosa più bella è che, quando finisci l’ultima fetta, non ti chiedi “perché l’ho fatto?”, ma “quando la rifaccio?”.




