Calamari fritti croccanti come al ristorante? Ecco il trucco segreto per la pastella perfetta

C’è un momento preciso in cui capisci di essere vicino ai calamari fritti croccanti come al ristorante: quando li tiri su dall’olio e senti quel crepitio secco, quasi “di vetro”, prima ancora di assaggiarli. Il bello è che non è magia, è tecnica, e il trucco segreto per la pastella perfetta è molto più semplice di quanto sembri.

Il vero “segreto”: asciutto + farina giusta + olio caldo

Se dovessi riassumere tutto in tre immagini, sarebbero queste: calamari tamponati fino a diventare opachi, una panatura leggerissima che non fa grumi, e una pentola alta con olio che resta stabile a 170-180°C. È la combinazione che imita la precisione della cucina professionale.

E sì, il punto più sottovalutato è l’umidità. L’acqua è la nemica numero uno della croccantezza perché crea vapore e “allenta” la panatura.

Ingredienti

Per 4 persone:

  • 1 kg di calamari freschi (oppure decongelati, ma asciugati benissimo)
  • Farine per la panatura (scegline una combinazione):
  • 80 g farina 00
  • 60 g amido di mais (maizena)
  • 60 g farina di riso (opzionale, ma fantastica)
  • In alternativa, 120 g semola rimacinata + 60 g maizena
  • 1 l olio di semi (meglio arachidi, va bene anche girasole alto oleico)
  • Sale q.b.
  • Limone a spicchi

Metodo

  1. Pulisci e taglia
  • Se non sono già puliti, elimina interiora, becco e penna, poi sciacqua rapidamente.
  • Taglia il mantello ad anelli da circa 1 cm e tieni i tentacoli interi.
  1. Il passaggio che cambia tutto: asciugatura perfetta
  • Stendi i calamari su carta da cucina e tamponali, poi cambia la carta e ripeti.
  • Devono risultare asciutti al tatto, non “lucidi”.
  • Se vuoi una marcia in più, fai 15 minuti in acqua e ghiaccio, poi asciuga di nuovo con cura.
  1. Prepara la panatura leggera
  • Mescola in una ciotola farina 00 + maizena (e/o farina di riso).
  • Il mix ideale, secondo me, è: 00 + maizena + farina di riso, perché asciuga, alleggerisce e “sigilla”.
  • Non salare la farina, il sale richiama umidità.
  1. Infarina solo all’ultimo
  • Passa i calamari nel mix e scuoti bene l’eccesso.
  • Un dettaglio da ristorante: mettili in uno scolapasta e dai qualche scrollata, deve restare una nuvola sottile, non uno strato.
  1. Friggi a temperatura alta e costante
  • Scalda l’olio in una pentola alta a 170-180°C.
  • Friggi pochi pezzi alla volta (una manciata), così l’olio non crolla di temperatura.
  • Non rigirare subito, lascia “fissare” la crosta.
  • Tempi indicativi: 50-60 secondi per anelli sottili, fino a 2-3 minuti se i pezzi sono più grandi, l’obiettivo è un dorato chiaro e asciutto.
  1. Scola nel modo giusto
  • Scola su griglia o scolapasta (la carta assorbente spesso crea condensa e ammolla).
  • Sala solo quando sono caldi e servi immediatamente con limone.

Varianti “furbe” di pastella, quando vuoi l’effetto ultra-light

Se ami una copertura appena più “soffiata”, puoi fare una mini pastella:

  1. Mescola 70 g maizena + 50 g farina 00.
  2. Aggiungi acqua freddissima poco alla volta fino a una consistenza fluida.
  3. Immergi i calamari, poi passali velocemente in farina di riso e friggi.

Il risultato è una crosta più irregolare e leggera, quasi da tempura, parente stretta della tempura per logica di impasto freddo e frittura rapida.

Errori comuni che “spengono” la croccantezza

  • Calamari umidi o scongelati senza essere tamponati
  • Troppa farina addosso (diventa gommosa e scura)
  • Padella bassa, olio che perde calore
  • Troppe porzioni insieme
  • Attesa lunga prima di servire

Il risultato finale, quello che cerchi davvero

Quando fai centro, non hai bisogno di salse o coperture: senti il morso netto, l’interno tenero e il fritto asciutto. E capisci che il “trucco segreto” non è un ingrediente misterioso, è una piccola disciplina fatta di asciugatura, panatura leggera e temperatura alta. Serve solo prenderci la mano, e poi diventa la tua nuova specialità di casa.

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